Voli sostenibili

Prima del Covid 19 il traffico aereo non si contava più. Oggi sta per riprendere. Impiegherà diversi mesi,  forse qualche anno, per ritornare allo stesso numero di “voli sostenibili” del 2019.

E tutto il marketing delle compagnie aeree – che si fonderà sull’oblio della memoria di quanto possa inquinare l’atmosfera – sarà fondato sull’aiuto di governi e investitori di ogni tipo che non vogliono il cambiamento.

Chi misurerà la sostenibilità di tali investimenti rispetto a quelli destinati a prevenire costi sulla salute umana?

Di certo valutare il rapporto che c’è tra numero di voli annuali (e tonnellate di emissioni) e quella dei decessi annuali per sindormi respiratorie (cancro ai polmoni, etc.) non è “fair”.

La paura di un dato che dichiari il numero di  “voli sostenibili” oltre i quali l’area genera effetti sulla salute è fondato e talmente ragionevole che non si vuole neppure prenderlo in considerazione.

E il mondo accademico – assetato di finanziamenti – secondo voi da che parte starà?

Metterà in luce oppure non faciliterà quelle pubblicazioni che possono rivelare il rapporto che c’è tra emissioni aeree e salute?

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