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Il cielo del silenzio

Oggi ero immerso a contemplare il cielo nel silenzio, quando sono stato distratto da un suono.
Era un aereo. Forse il primo dopo quasi due mesi di cielo “pulito”.
Mi sono detto: ricomincia il vecchio stile di vita.

Il cielo del silenzio

Non mi hanno mai interessato i fanatici delle scie chimiche degli aerei.

Sono però certo che quelle emissioni sono ben maggiori di quelle di 1000 automobili a benzina. E quando non restano sospese nell’aria, scendono e le respiriamo.

Mi urta vedere i governi animati dalle emissioni delle automobili, ma che ben si guardano di affrontare il tema reale di cosa veramente avvelena il pianeta. Non guardano alla realtà e non hanno visione, perchè sono incentrati ad ottenere solo consensi e audience.

Questo è il motivo per cui sono i primi a volere che il cielo del silenzio possa tornare rumoroso ed inquinato. In tal modo le loro parole saranno più dolci dell’inquinamento. Ma le loro parole serviranno solo per distoglierci dalla realtà: parleranno di interventi sul traffico e sulla mobilità, ma ben si guarderanno di intervenire su key points concreti di sostenibilità ambientale.

Parliamo di quel traffico aereo e delle centinaia di migliaia di navi che ogni giorno emettono migliaia di volte in più di quello che può emettere l’intero traffico automobilistico sul pianeta.

I milioni di tonnellate di emmissioni di idrocarburi che giornalmente produce questo traffico non li vediamo, ma ne viviamo le conseguenza.

Aria e acqua sono due elementi fondamentali della vita. Ma non sono ancora valori primari.

Prendere misure concrete e drastiche per non “abusarne” non è solo un atto dovuto verso il pianeta, ma sarà presto anche un motivo di sopravvivenza della vita stessa.

Quindi, quando guardiamo al cielo, adesso che è ancora terso rispetto a tre mesi fa, poniamoci questa riflessione: quali sono le parole spese per l’inquinamento durante questi ultimi mesi?

Uhhhh: senti cosa dice il cielo… il cielo del silenzio.

 

 

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