La struttura geologica ritenuta area in cui l'arca di Noè si arenò sul Monte Ararat, in Turchia

Diluvio e Arca di Noè nell’era del Covid19

Il cambiamento è arrivato (v. art. “Prepariamoci al cambiamento“)
Lo ha “introdotto” a livello planetario Covid19.

Lockdown ed blocchi economici che avvengono di conseguenza nel mondo risvegliano nelle persone e nelle imprese la memoria di quel che poteva provare chi cercava, durante il diluvio, una roccia a cui aggrapparsi per assicurare la propria esistenza.

Le parole spese dai media in merito alla pandemia non hanno pari: assomigliano alle acque di un diluvio.

Cosi desidero raccontare una storia cominciando dalla storia dell’Arca di Noè.

Covid19 e la metafora del Diluvio

 

Caliamoci nella figura di Noè, e precisamente quando egli mise la sua volontà in azione nel creare l’arca.
Ebbene, la nostra arca è il pianeta terra. Un pianeta inondato ora dai flutti di un virus e dalla paura del contagio.
La casa, archetipo fondamentale della “terra” è il luogo di protezione indicato: l’arca.

Dopo 40 giorni navigazione nel Diluvio universale l’arca si arena e la vita riprende.

Voglia di agire

Dentro la nostra “arca” (casa) diveniamo Noè: prendiamo coscienza che dobbiamo prenderci cura della vita di quegli  animali e quelle piante che la nostra memoria ricorda e che rappresentano la vita. Nelle nostre case tuttavia non abbiamo quasi più gli animali e le piante di Noè. Quegli “esseri innocenti” di cui il profeta si prende cura perchè “nutrono” la vita e ci insegnano la misura delle nostre azioni – del dare e del prendere - non ci sono più.

Li abbiamo affidati a filiere governate dal denaro, che ce li pongono a tranci sui banconi dei supermercati, pronti per il consumo.
In cambio le nostre case sono domotizzate, cablate, con wifi, computer, frighi, video e smartphones.
Ma per tutto il periodo di covid19 abbiamo notato come alcuni di essi siano tornati: sulle strade, nelle vie, sui prati, in cielo.

La mente – non abituata a riflettere sulle scelte fatte – da un lato ritorna a riflettere, dall’altro vuole agire. Tutto dipende dal livello di consapevolezza conquistato. Ci sarà chi vuole riappropriarsi di quanto conquistato prima e chi sceglierà di mettere la volontà in azione, consapevole che la nostra grande “arca” – la terra – è una dimensione unica, in cui tutte le specie viventi sono parte della nostra vita.

La volontà in “azione”

Ultimi giorni di “separazione” nelle nostre case.
Cosa accadrà nei prossimi mesi? Dove indirizzeremo i nostri sforzi futuri?
Compiremo scelte sulla base della paura o del coraggio di cambiare?

Le acque del diluvio stanno già defluendo. Lo scenario futuro è come sempre imprevedibile.
Tutto è in movimento. Possiamo però – dopo questa “esperienza” – possiamo fare una scelta:
tornare a prendere il tempo dalla vita”  o iniziare a donare tempo della vita“.

Gli esseri umani saranno sempre divisi tra la paura (che oggi reclama aiuto economico) e la volontà di cambiare. 
Cambiare sistema di vita, ordinamenti, approccio alla vita, all’ambiente e all’ordine stesso dei valori che aggregano tutti gli esseri viventi.
Questo coraggio di cambiare, quando diviene reale, si traduce in volontà in azione.
Dura finchè non lo sostituiamo con la paura e la depressione.

Potremo deprimerci e rinunciare a questa scelta: desistere ed ubriacarci come fece Noè quando lasciò l’arca.
Oppure potremo scegliere di rispondere a questa domanda: quale è il pianeta che vuoi vivere da questo momento?
Tutto dipenderà dalla risposta e dalla coerenza di ogni nostra singola azione.

MC

 

 

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